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37 indizi che ho notato solo dopo aver riletto Harry Potter-parte 1

Tutti conoscono i libri di Harry Potter, i misteri e gli intrecci che raccontano e che si risolvono solo alla fine.
In realtà, a ben guardare, ogni libro nasconde qua e là alcuni indizi che svelano già il mistero finale, o quantomeno indirizzano il lettore nella giusta direzione.
Li avete mai notati?


Ogni libro di Harry Potter è incentrato su un mistero. Nonostante l’ambientazione fantasy e le tematiche delle avventure e dell’evoluzione dei personaggi che costituiscono la struttura portante dell’intera saga, ogni storia è costruita con gli elementi che si possono normalmente trovare in un racconto crime: ci sono false piste, innumerevoli indizi, lavoro da investigazione, e normalmente almeno un grande colpo di scena o una rivelazione scioccante alla fine.

Con l’eccezione di “The Cursed Child”, sono passati più di quindici anni dalla prima volta che ho letto il primo libro e di conseguenza tutti gli altri man mano che venivano pubblicati.
Sebbene li abbia poi riletti altre volte, non mai fatto attenzione a tutti i dettagli che sembrano irrilevanti a una prima lettura, ma che in realtà nascondono spesso un indizio fondamentale per la soluzione dei singoli misteri.

Di seguito ci sono tutti gli indizi che ho ritrovato rileggendo più accuratamente i libri.


Harry Potter e la Pietra Filosofale

Il mistero principale.

Nel primo libro di Harry Potter ci sono già un paio di misteri legati tra loro ed è pieno di azione investigativa per risolverli, cosa che getta le basi per la struttura dei libri successivi.

C’è un un oggetto magico misterioso (la Pietra Filosofale) e, soprattutto, un misterioso antagonista contro cui Harry e i suoi amici devono lottare per proteggere questo oggetto (e come poi succederà in quasi tutti gli altri romanzi, sbagliano miseramente l’identità del cattivo).

Essendo la regina della distrazione, la Rowling ha fatto un ottimo lavoro per portarci lontani da Raptor fino alla rivelazione nelle ultime pagine del romanzo.
Come dice gioiosamente lo stesso professor Raptor, quando Harry ammette che pensava fosse Piton il cattivo: “Con lui in giro, chi sospetterebbe mai del po-povero, ba-balbuziente p-professor Ra-Raptor?

Gli indizi.

Il colpo di scena è ben fatto ma, col senno del poi, ci sono diversi indizi sottili che spuntano fuori.
Da brillante scrittrice com’è, la Rowling ha lasciato gli indizi attentamente sparpagliati in tutta la storia.
Sono spesso trascurati, ma sono lì se uno vuole trovarli.

  1. Capitolo Cinque, “Diagon Alley”, p. 70.

Il primo incontro di Harry con il professor Raptor avviene al Paiolo Magico insieme a Hagrid.
Qui la Rowling inizia subito a lasciare indizi che ci sia qualcosa che non va con questo personaggio.

  1. Capitolo Sette, “Il Cappello Parlante”, p.126.

Il sogno che Harry fa dopo il suo primo giorno a Hogwarts è probabilmente il più grosso indizio nel libro.
È la prima di tante volte che la Rowling indirizza l’attenzione al turbante di Raptor.
Questa è anche un’anticipazione della rivelazione finale, quando si scopre cosa nasconde il turbante.

  1. Capitolo Otto, “Il maestro delle Pozioni”, p.130.

Mentre la storia va avanti, la Rowling continua a mantenere l’attenzione sul turbante di Raptor.

Il turbante, così disse ai suoi allievi, lo aveva ricevuto in dono da un principe africano, come pegno di gratitudine per averlo liberato di un fastidioso zombie; ma loro non erano così sicuri che quella storia fosse vera. Tanto per cominciare, quando Seamus Finnigan aveva chiesto a Raptor di raccontare come aveva fatto a scacciare lo zombie, lui era diventato tutto rosso e aveva cominciato a parlare del tempo.”

  1. Capitolo Undici, “Il Quidditch”, p. 182.

Durante una partita di Quidditch la scopa di Harry va fuori controllo e Hermione si mette a corre per fermare Piton, dato che credeva fosse lui a gettare il malocchio sulla scopa, e sul tragitto prende in pieno, per puro caso, il vero colpevole.
Questo è un esempio degli indizi che alla Rowling vengono meglio, quelli che sembrano quasi una battuta, una cosa buffa.

  1. Capitolo Quindici, “La foresta proibita”, p. 234.

indizi

Mentre la storia volge verso la fine, il coinvolgimento di Raptor diventa sempre più centrale.
Ovviamente a questo punto siamo ancora portati a credere che lui sia sotto il controllo di Piton.
Questo però non ferma la Rowling dal far cadere nella trama un paio di indizi prima della grande rivelazione.


Harry Potter e la Camera dei Segreti

Il mistero.

Ci sono due misteri principali in questo libro: l’identità del mostro nascosto nella Camera dei Segreti, e l’identità della persona che ha aperto la Camera liberando il suddetto mostro.
Per chiunque stia leggendo una nuova edizione del libro il primo mistero è praticamente risolto prima ancora di aprire il libro (belle le nuove copertine, eh, ma hanno un grosso spoiler in bella vista).

Gli indizi.

Sebbene ci siano poche prove per identificare il mostro che si nasconde nella Camera, il fulcro principale degli indizi della Rowling in questo libro è Ginny, il personaggio che alla fine scopriamo essere stato posseduto dal diario di Tom Riddle e forzato a liberare la bestia di Serpeverde.

A proposito, c’è un indizio piuttosto evidente riguardo questa parte della trama proprio all’inizio:

  1. Capitolo Quattro, “Alla libreria Il Ghirigoro“, p.59.

Questo, il momento in cui Lucius Malfoy passa a Ginny il libro di nascosto a Diagon Alley dopo aver litigato con suo padre.
È il punto di inizio per tutto quello che avviene ne “La Camera dei Segreti”.
Ovviamente noi non sappiamo in questo momento che lui le ha appeno dato il vecchio diario di Tom Riddle, ma col senno del poi questa frase salta all’occhio immediatamente.

  1. Capitolo Otto, “La Festa di Complemorte”, p.126.

  2. Capitolo Undici, “Il Club dei Duellanti”, p.177.

Queste due scene, quando Harry realizza che nessun altro oltre a lui riesce a sentire le voci minacciose nei muri, e che lui può parlare coi serpenti, sono due grossi indizi. Quando vengono accostati uno accanto all’altro forniscono un grosso suggerimento per identificare il tipo di creatura che terrorizza la scuola.

  1. Capitolo Otto, “La Festa di Complemorte”, p.112.

  2. Capitolo Dodici, “La Pozione Polisucco”, p.190.

  3. Capitolo Tredici, “Il diario segretissimo”, p.216.

  4. Capitolo Quindici, “Aragog”, p.243.

In questi quattro diversi momenti l’attenzione viene focalizzata su Ginny.
Come abbiamo appreso ne “La Pietra Filosofale”, quando la Rowling sceglie di menzionare ripetutamente un personaggio in un modo che sembra del tutto casuale, lo sta facendo per un motivo.

Ginny Weasley è descritta come sciupata e mogia in diversi punti della storia, ed è collegata sia al diario di Riddle sia alla Camera in modo casuale, ma sostanzialmente molto significante.
In alter parole, i semi del suo coinvolgimento sono stati sparsi molto tempo prima che venisse rivelato che è stata lei ad aprire la Camera.


Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban

I misteri.

A differenza dei primi due libri, è più difficile svelare subito il mistero centrale nel Prigioniero di Azkaban.
È un libro complicato e scritto in modo grandioso, e bisogna essere piuttosto bravi in Divinazione per prevedere come andrà a finire prima che ci venga svelato.

Piuttosto che essere dichiarati all’inizio, i misteri prendono forma mentre la storia progredisce: qual è il patto tra Crosta e Grattastinchi? Che significato ha la Mappa dei Malandrini? Qual è il segreto di Remus Lupin, e perché sembra esserci così tanta ostilità tra lui e Piton?

Gli indizi.

Sono sottili, ma sono sempre lì. Come ha fatto col turbante di Raptor e la malattia di Ginny, per esempio, la Rowling attira l’attenzione su Crosta (a.k.a. Peter Minus) con ripetute menzioni al fatto che sembri malato.
Accenna anche a una connessione tra Lupin, Piton, la Mappa dei Malandrini e il padre di Harry.
Verso la fine poi ci rivela anche un accenno riguardo alla profezia, che sarà il mistero centrale del quinto libro.

  1. Capitolo Quattro, “Il Paiolo Magico”, p.51.

  2. Capitolo Quattro, “Il Paiolo Magico”, p.52.

  3. Capitolo Otto, “La fuga della Signora Grassa”, p.125.

  4. Capitolo Undici, “La Firebolt”, p.192.

Quando si guardano tutte le prove insieme, diventa ovvio che Crosta nasconda di più di quello che si vede.
Il numero delle pagine dedicate alla sua faida con Grattastinchi e i ripetuti accenni su come sembri malaticcio sono classici esempi della lenta costruzione della rivelazione finale tipica della Rowling

Inoltre c’è uno Spioscopio menzionato nell’indizio di prima, che impazzisce tre volte in presenza di Crosta, e il fatto che abbia vissuto un tempo stranamente troppo lungo per un semplice ratto (perfino la strega al negozio di animali chiede se il topo abbia qualche potere).

Ovviamente sarebbe stato difficile predire da questi indizi che Crosta era in realtà il vecchio amico di scuola di Lupin, Sirius e James mutato in Animagus, ma forse combinato con la Mappa del Malandrino e il nome Codaliscia c’era una lieve chance su cui poter lavorare per arrivarci.

  1. Capitolo Sette, “Il Molliccio nell’armadio”, p.118.

  2. Capitolo Otto, “La fuga della Signora Grassa”, p.133.

  3. Capitolo Nove, “Una grama sconfitta”, p.145.

  4. Capitolo Quattordici, “L’ira di Piton”, p.246.

Il molliccio a forma di luna piena, la misteriosa pozione che deve bere e gli indizi lasciati apposta da Piton quando interroga la classe sui lupi mannari puntano tutti verso la condizione di Lupin.
Quando si combinano queste cose con la sua conoscenza della Mappa del Malandrino, il suo commento sul fatto di conoscere il manufatto, il fatto che fosse amico del padre di Harry e il soprannome Lunastorta, ci sono numerosi indizi per capire in che direzione stia andando la storia.
Ma ancora, l’intera faccenda è così magistralmente ingarbugliata da essere difficile prevedere come si svolgerà.

  1. Capitolo Ventidue, “Ancora posta via gufo”, p.359.

Verso la fine del libro c’è un altro esempio di uno dei trucchi preferiti della Rowling. Una frase messa quasi a casaccio che però si rivelerà essere cruciale in un libro successivo.
Sarebbe facile mancare il riferimento alla profezia nella citazione di Silente riportata qui sopra. Ma una volta letto “L’Ordine della Fenice” la battuta salta subito all’occhio.


Vuoi sapere quali sono gli altri indizi nascosti negli ultimi libri? Leggi allora la seconda parte.

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