37 indizi che ho notato solo dopo aver riletto Harry Potter-parte 2

Ecco la seconda parte dei 37 indizi nascosti in Harry Potter che si notano solo dopo aver riletto i libri.
Qui trovate cosa la Rowling ha nascosto nei restanti quattro libri.


Harry Potter e il Calice di Fuoco

Il mistero.

A differenza de “Il Prigioniero di Azkaban”, il mistero qui è piuttosto chiaro già all’inizio.
Chi è la persona che ha messo il nome di Harry nel calice di fuoco, e perché l’ha fatto?

Gli indizi.

Il mistero centrale del quarto libro potrebbe essere piuttosto chiaro, ma la rivelazione, che Malocchio Moody è in realtà Barty Crouch Jr, un mangiamorte sotto mentite spoglie che tutti credevano morto, e che sta provando ad aiutare Voldemort a uccidere Harry, è di gran lunga distante. Come con il terzo libro, l’abilità narrativa della Rowling lega tutto insieme meravigliosamente, con qualche indizio arguto qua e là.

  1. Capitolo Diciannove, “L’Ungaro Spinato”, p.277.

Moody che tracanna regolarmente dalla sua fiaschetta sembra quasi un dettaglio trascurabile (e ha sicuramente una spiegazione ragionevole), ma, in puro stile Rowling, ne viene fatto cenno attraverso tutto il romanzo, e nasconde in realtà un significato più profondo (sappiamo poi che Moody beve continuamente Pozione Polisucco per mantenere il suo aspetto).

  1. Capitolo Venti, “La Prima Prova”, p.295.

L’ultima volta che uno Spioscopio non smetteva di fischiare in un libro della Rowling, era perché aveva identificato l’Animagus Peter Minus sotto le mentite spoglie del topo di Ron, Crosta. Quando si combina questo fatto con la sospettosa spiegazione di Moody, qualcuno paranoico come lui sarebbe davvero soddisfatto con dei sensori che identificano dei nemici inutili e difettosi?. È per forza un indizio.

  1. Capitolo Venticinque, “L’uovo e l’occhio”, p.398.

Questo è il colpo da maestro della Rowling. Harry si avvicina moltissimo, anche se per sbaglio, a scoprire la vera identità di Malocchio Moody. La Mappa del Malandrino, che aiutò Lupin a scoprire Minus nel terzo libro, arriva dannatamente vicino a far scoprire Crouch quando Harry vede il suo puntino nell’ufficio di Piton.
Ma il fatto che lui abbia lo stesso nome di suo padre gli permette di non destare troppi sospetti.

  1. Capitolo Venticinque, “L’uovo e l’occhio”, p.405.

Il dialogo in questa scena, dove Moody/Crouch prende la mappa da Harry, è anche una chiave. Se lo stai leggendo per la prima volta puoi pensare che Moody sia davvero sospettoso riguardo a Crouch.
Con una seconda lettura sappiamo che invece lui teme di essere scoperto e pensa a come nascondere le sue tracce.

  1. Capitolo Ventotto, “La follia del signor Crouch”, p.474.

C’è un numero di potenziali indizi nei farfugliamenti di Crouch Sr quando compare nei giardini di Hogwarts, ma forse il più grande arriva quando compariamo questa scena con quella precedente in cui Harry vede il punto di Crouch sulla Mappa del Malandrino. Crouch è ovviamente molto malato quando arriva a Hogwarts (ed è stato forse tenuto prigioniero, se si prende alla lettera la parola “scappato”), quindi come ha fatto a entrare a Hogwarts (e nello studio di Piton) senza essere notato prima? La risposta, ovviamente, è che non era del tutto lui.

  1. Capitolo Ventotto, “La follia del signor Crouch”, p.477.

Moody è il primo sulla scena ad aiutare Silente e Harry per scovare Crouch, ma la sua spiegazione per essere lì è un po’ strana. Lui dice che Piton gli ha parlato di Crouch. Ma perché Piton, che non è proprio un grande fan di Moody, dovrebbe improvvisamente decidere di confidarsi con lui?

A una seconda lettura la risposta è ovvia, Moody era già lì intorno prima che Silente e Harry tornassero.


Harry Potter e l’Ordine della Fenice

Il mistero.

“L’ordine della Fenice” è un lungo e complicato libro, ma il mistero ruota intorno all’oggetto che Voldemort sta cercando di recuperare dal Ministero della Magia.

Gli indizi.

Non ci sono grandi indizi su cosa sia l’oggetto, sappiamo solo che è un arma, nascosta nell’Ufficio Misteri.
A parte questo, però, gli indizi sono proprio pochi.

  1. Capitolo Sei, “La nobile e antichissima casata dei Black”, p.120.

Mentre l’Ordine della Fenice sta lavorando per ripulire il numero 12 di Grimmauld Place, c’è una breve frase riguardo a “un pesante medaglione” (o almeno così dovrebbe esserci scritto, brutto errore di traduzione) che suonerà familiare a tutti nell’ultimo libro della saga. Il lucchetto/medaglione in questione è in realtà il medaglione di Serpeverde, l’horcrux rubato dal fratello di Sirius, Regulus, che Harry e Silente cercano alla fine del sesto libro (questo è un altro esempio della maestria con cui la Rowling inserisce di nascosto un dettaglio che prepara la base per una storia successiva).

  1. Capitolo Ventiquattro, “Occlumanzia”, p.497.

Il fatto che Piton sia descritto come un “eccellente Occlumante” è già un primo indizio su come abbia potuto reggere con successo il doppio gioco stando dalla parte di Silente. Dal momento che Voldemort è uno dei più abili maghi di tutti i tempi, sembra difficile da credere che molte persone avrebbero potuto ingannarlo come ha fatto Piton, ma facendolo apparire come un mago particolarmente dotato a chiudere la propria mente, la Rowling ha aggirato questo problema.

  1. Capitolo Trentasette, “La Profezia perduta”, p.761.

Scopriamo solo nel settimo libro quanto Silente era riservato riguardo al suo tragico passato, ma la frase qui sopra è una delle rare volte in cui lui è stato davvero onesto con Harry. La frase potrebbe essere interpretata semplicemente come delle parole di conforto, ma col senno di poi sappiamo quanto Silente qui sia stato davvero vicino a rivelare la sua storia.

Harry si sente come se lui fosse la causa della morte del suo padrino, proprio come Silente ha sempre pensato di essere responsabile per la morte della sua piccola sorella Ariana quando lui era giovane.


Harry Potter e il Principe Mezzosangue

Il mistero.

I misteri centrali ne “Il Principe Mezzosangue” sono piuttosto chiari: cosa sta combinando Draco Malfoy? A chi appartiene il vecchio libro di Pozioni di Harry? Ma ci sono un altro paio di misteri che vengono toccati dalla trama, tra cui la continua domanda riguardo la vera lealtà di Severus Piton. Sono fondati i sospetti di Harry nei confronti di Piton, o ha ragione Silente a fidarsi di lui?

Gli indizi.

Ci sono un sacco di indizi su cosa stia facendo Draco nel sesto libro (scompare spesso dalla Mappa del Malandrino; le piccolo ragazze che sono in realtà Tiger e Goyle mascherati, che stazionano fuori dalla Stanza delle Necessità), e ci sono poi diverse prove sull’identità del Principe Mezzosangue ( i sospetti di Piton nel sentire dell’aumento delle capacità di Harry in Pozioni, e nell’essere testimone al suo utilizzo del Sectumsempra, l’incantesimo scritto sul margine della sua vecchia copia di Pozioni Avanzate, sono due buoni esempi)

Ma questi non sono i soli indizi nel libro. Dalla lealtà di Piton al passato di Silente, ecco alcuni dei più generali misteri che a cui la Rowling accenna.

  1. Capitolo Nove, “Il Principe Mezzosangue”, p.176.

Ovviamente Lumacorno non sta parlando di Piton qui (solo Silente conosce la vera ragione della lealtà di Piton, ovvero il fatto che lui ha sempre amato la madre di Harry).
Ma per tutti quelli che sanno come andrà la storia questa frase ha una speciale e tragica importanza.

  1. Capitolo Venticinque, “La veggente spiata”, p.498.

Qui Silente arriva il più vicino possibile a rivelare quello che sa su Piton, sul perché si fida di lui.
Come vediamo nei flashback nel Pensatoio nel settimo libro, Piton era completamente distrutto dalla morte di Lily e dal ruolo che lui aveva avuto in tutto questo. Ovviamente, non saremmo in grado di dirlo tramite il commento sopra, ma c’è un indizio qui. Perché a Piton dovrebbe importare cosa ha fatto Voldemort, dato il suo odio per il padre di Harry? A meno che questo odio non fosse bilanciato da qualcosa che lui provava per la madre di Harry.

  1. Capitolo Ventisette, “La torre”, p.539.

Nonostante sia terribilmente triste, la maniera in cui muore Silente è un altro colpo da maestro della Rowling. Sarebbe facile pensare che Silente stia implorando Piton di aiutarlo in questa scena.
Sembra che lo implori di risparmiarlo, e che l’odio di Piton sia il risultato della sua vera fedeltà a Voldemort.

Ma noi sappiamo come stanno le cose. Quello che in realtà sta facendo Silente è implorare per una morte veloce come aveva in precedenza stabilito con Piton. L’odio sulla sua faccia riflette l’orrenda posizione in cui si è trovato e il modo in cui Silente l’abbia usato.

  1. Capitolo Ventisei, “La caverna”, p.519.

Poco prima della sua morte, riusciamo a dare un’altra occhiata nel passato di Silente quando lui beve la pozione che protegge l’horcrux finto di Voldemort. A questo punto non sappiamo a chi si stia riferendo quando dice “non far loro del male” ( scopriamo nell’ultimo libro che si riferiva a suo fratello e a sua sorella), ma i suoi sensi di colpa e il suo ovvio desiderio di proteggere qualcuno ci ricordano quello che ha detto a Harry dopo la morte di Sirius: “so come ti senti”.

  1. Capitolo Ventiquattro, “Sectumsempra”, p.479.

Un altro horcrux, un’altra frase quasi dimenticata che la Rowling ha inserito di nascosto come indizio. Come la frase riguardo al medaglione di Serpeverde nel quinto libro, questa menzione casuale al diadema perduto di Corvonero, che diventa enormemente importante nel settimo libro, è qualcosa che si nota soltanto se si sa cosa si sta cercando.


Harry Potter e i Doni della Morte

Il mistero.

Sebbene molti misteri centrali vengono risolti nell’ultimo libro, scopriamo completamente l’estensione della connessione tra Harry e Voldemort, e riceviamo anche quella famosa e spezza-cuore visione nel tragico passato di Piton, la storia ha anche i suoi personali misteri: al centro dei quali, e che tiene uniti tutti gli altri, ci sono i Doni Della Morte.

Gli indizi.

Sebbene i misteri nel settimo libro sembrino un pochino frammentati: il passato di Silente; l’identità stessa dei Doni; la ragione per cui Voldemort stia ossessivamente rintracciando un fabbricante di bacchette tedesco, sono tutti magnificamente legati insieme alla fine.

Il settimo libro forse non ha così tanti indizi come il precedente, ma ci sono ancora alcuni passaggi che risaltano.

  1. Capitolo Venticinque, “Villa Conchiglia”, p.473-474.

Luna fornisce un grosso indizio su uno degli horcrux da cercare praticamente su un piatto d’argento. Ovviamente, il discorso del diadema perso è già di per sé criptico, ma quando viene accostato alla descrizione della tiara di cui parla Luna (e del fatto che Harry vede una vecchia tiara nella Stanza delle Necessità non tanto tempo prima) il quadro improvvisamente inizia a prendere forma.

  1. Capitolo Otto, “Il matrimonio”, p.142.

  2. Capitolo Otto, “Il matrimonio”, p.150.

indizi

Sarebbe stato veramente difficile immaginare il complesso (e alquanto triste) passato di Silente se suo fratello Aberforth non avesse vuotato il sacco verso la fine dell’ultimo libro, ma ci sono ancora indizi che, lungo la strada, permettono di ricostruire il passato del Preside di Hogwarts.

Anche se la descrizione di Muriel degli eventi al matrimonio (oltre all’odiosa biografia di Rita Skeeter) sono ben distanti dalla realtà, contengono comunque un fondo di verità che pian piano, se unito alla storia che sta venendo fuori di Grindelwald e della sua ricerca dei Doni della Morte, formano un quadro dell’amicizia destinata a fallire che i due una volta condividevano.

 

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