Harry Potter: dalle bozze al grande schermo

Vi siete mai chiesti da dove vengono fuori i luoghi magici che hanno accompagnato la vostra (e la nostra) infanzia? Ecco a voi le prime bozze del designer Stuart Craig, che hanno dato vita ad Hogwarts, Diagon Alley, la Stamberga Strillante e chi più ne ha, più ne metta!


hagrid

Avrete sicuramente riconosciuto la dimora di Rubeus Hagrid con accanto la sua fedelissima moto. Possiamo dire con certezza che la corrispondente versione cinematografica dello schizzo ha reso giustizia al lavoro di Craig.


ponte Tutti, almeno una volta, avrete pensato ”Ma come diavolo rimane in piedi?!”, ed è, effettivamente, una domanda che è ben lecito farsi, ma Craig ha pensato anche a questo: magia, no?
La struttura di fatti non è altri che un decadente ponte, che ha tuttavia sorretto passeggiate e fughe da mangiamorte. Se è sopravvissuto a quei tre sarà davvero resistente, non trovate?


gringott

Tanto di cappello per la realizzazione della stradina che tutti abbiamo amato. Diagon Alley viene dipinto anche in bozza come un luogo sfarzoso ma allo stesso tempo umile, armonioso ma al contempo irregolare. Ne è un esempio calzante la Gringott, che all’interno è dipinto come un luogo tanto preciso e sfarzoso, mentre all’esterno ha le sembianze di un edificio un po’…curvo. La Torre di Pisa degli inglesi, potremmo dire.


hogwarts

«Immagino Hogwarts come un enorme, irregolare, un po’ spaventoso all’aspetto castello, con un guazzabuglio di torri e merli. Proprio come la casa dei Weasley, è una costruzione non visibile ai Babbani, perchè protetta dalla magia.»
-J.K. Rowling

E ogni tuo desiderio è un ordine, Joanne. Non avremmo potuto chiedere una Hogwarts migliore. Anche noi, dopo tutto, siamo saliti sulle barche che portavano gli studenti del primo anno alla loro nuova casa e anche noi abbiamo provato quel briciolo di euforia: anche noi non vedevamo l’ora di salire le scale – le innumerevoli scale – e di attraversare i corridoi, chiacchierando con i quadri e di sederci al ricco banchetto che continuava a stuzzicarci lo stomaco.


J.K. Rowling ha creato un mondo fantastico, difficile da ricreare attraverso la punta di una matita o effetti speciali, eppure è successo. Diceva Van Gogh: «Sogno di dipingere e poi dipingo i miei sogni», si può quasi dire che Craig fosse in qualche modo entrato per un attimo nell’immaginazione della Rowling, riproducendo alla perfezione l’immagine che aveva in mente, ma questo, dopo tutto, può dirlo solo lei stessa.

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