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I Crimini di Grindelwald: diamo una spiegazione alle incongruenze [SPOILER]

**Avviso spoiler di seguito per tutti quelli che non hanno ancora visto I Crimini di Grindelwald**

Dopo aver visto I Crimini di Grindelwald molti sono rimasti stupiti dalle varie incongruenze riscontrate nel film.

Alcune sono più lievi o del tutto inesistenti, mentre altre sono più complicate.

Proviamo a vederle e a dar loro una spiegazione.

Il comportamento di Queenie

Ne I Crimini di Grindelwald, Queenie sembra un’altra persona rispetto al film precedente. E la cosa è strana se si pensa che tra i due dovrebbero essere passati solo pochi mesi.

Ha lanciato un incantesimo su Jacob per far sì che la segua ovunque e che voglia sposarsi con lei, quando lui è già innamorato di lei. Jacob semplicemente non vuole sposarsi perché è ancora illegale che un mago si sposi con un babbano per via dello Statuto di Segretezza.

E sembra risiedere proprio in questo problema la decisione di Queenie di unirsi a Grindelwald, che sulla carta vuole cambiare le cose, portando i maghi allo scoperto e a comandare sui babbani per il Bene Superiore.

Può essere quindi che quello che sembra un gesto folle e senza senso affondi le radici semplicemente in un gesto d’amore disperato difronte alla mancanza di alternative valide?

È plausibile se si considera che Grindelwald è molto abile con le parole e riesce a convincere molte persone, basta vedere come è evaso a inizio film.

Ma un punto a favore del fatto che Grindelwald abbia influenzato Queenie e unirsi a lui ci è data da una scena tagliata.
Questa scena è successiva al momento in cui lui la tranquillizza dicendole di non avere paura di lui, in cui i due stanno parlando.
Risulta quindi del tutto possibile che Grindelwald, come abbia detto prima, molto abile con le parole, abbia convinto Queenie a unirsi a lui.


Costumi

C’è chi ha trovato i vestiti indossati dai personaggi del film non congruenti con la moda degli anni in cui si svolgono i fatti.

In particolare viene fatto notare come l’abbigliamento di Silente sia troppo simile a quello di una persona distinta e ben vestita di oggi. Addirittura paragonato a un avvocato che si può trovare fuori da un tribunale in una grande città.

Ebbene, per smentire chi dice che gli abiti di Silente non siano coerenti con la moda degli anni ’20, basta una rapida ricerca su Internet.

Si trovano subito e senza difficoltà vari esempi di modelli che indossano interi completi con tanto di gilet o panciotto coordinati, come quello che indossa Silente nelle scene a Hogwarts.


Hogwarts

Per quanto riguarda Hogwarts sembrano esserci un paio di problemi.

Il primo è che non ci si può smaterializzare dentro i confini di Hogwarts. La cosa però non è sempre vera, perché il Preside può decidere di rimuovere l’incantesimo in alcuni punti oppure per tutta la scuola temporaneamente. Il fatto che dei maghi si siano materializzati sul ponte che porta al castello potrebbe essere dovuto al fatto che non viene ancora considerato territorio di Hogwarts. O magari l’incantesimo a quel tempo, lontano da particolari pericoli, riguarda semplicemente il castello e non anche i giardini circostanti.

Anche perché che senso avrebbe materializzarsi sul ponte e poi farsi un bel pezzo di strada a piedi se ci si potesse smaterializzare già dentro al castello? Probabilmente è perché il Ministro e la sua scorta sono arrivati fin dove potevano con la magia.

L’altro punto riguarda Jacob, che è con Newt, Tina e tutti gli altri personaggi magici presenti in questo film, quando vanno a Hogwarts da Silente.

Come può essere che un babbano sia a Hogwarts? Escludendo per un attimo che Jacob ormai rappresenta l’anomalia alle regole del mondo magico, che però sembra essere accettata, nella scena in questione lo si vede nelle retrovie che si guarda in giro spaesato.

È possibile quindi che non veda effettivamente il castello, dato che ai babbani risulterebbe solo un mucchio di macerie, tant’è che non guarda direttamente oltre il ponte, ma piuttosto in giro, come a chiedersi “perché sono proprio qui?”.


Lo Specchio delle Brame

Per quanto riguarda la scena dove vediamo Silente alle prese con lo Specchio delle Brame, il problema evidenziato è che, secondo ciò che sappiamo, dovrebbe mostrare solo i desideri e che non dovrebbe funzionare come un Pensatoio. Allora perché nella scena si vedono i giovani Albus e Gellert mentre stringono il Patto di Sangue, come un ricordo e non un desiderio?

Ma sappiamo poi alla fine del film che Silente, dopo essere entrato in possesso della fiala, vuole cercare di capire come rompere il Patto di Sangue, motivo per cui non ha ancora affrontato Grindelwald. E se allora, mentre guardava nello specchio, il suo più grande desiderio fosse stato capire come fare a rompere il Patto e per questo abbia rivisto come era stato creato?

Rimane un piccolo dubbio però, al quale la Rowling dovrà rispondere.


Il Patto di Sangue

Nelle ultime scene del film vediamo Newt che consegna un piccolo oggetto a Silente. Lo stesso che era in possesso di Grindelwald fino allo scontro al cimitero e che è stato prontamente rubato dallo Snaso, senza farsi vedere.

Lo stesso oggetto che compare nello Specchio delle Brame dopo che i giovani Silente e Grindelwald avevano stretto un patto, che si viene a sapere essere un Patto di Sangue tra Silente e Grindelwald, stretto quando erano giovani e che sembra essere il motivo per cui non si possono affrontare.

Esiste una sola fiala, che sembra impossibile da distruggere, anche se finora non si sa quali siano le conseguenze nell’infrangere tale patto.

Il problema sorge se si pensa che il Patto possa essere stato stretto tra i due giovani maghi prima del loro scontro che provocò la morte di Ariana. In quel caso, alzando le bacchette uno contro l’altro si sarebbe rotto il Patto e ci sarebbe dovuta essere una qualche conseguenza per i due.

Si potrebbe pensare che Silente non abbia usato la bacchetta contro Grindelwald, ma bensì che abbia solo difeso Aberforth, facendo rimbalzare un incantesimo contro Ariana. Questa soluzione è smentita da quello che dice lo stesso Albus nell’ultimo libro:

“Temevo […] di aver fisicamente sferrato il colpo che spense la sua vita.”

Potrebbe allora essere che il Patto funzioni difendendo le parti che l’hanno stretto dall’esser ferito dall’altra persona. Per cui, mentre Albus scagliava incantesimi contro Grindelwald per difendere il fratello dagli incantesimi dell’amico, è possibile che gli incantesimi si siano scontrati e siano rimbalzati, finendo contro la povera Ariana.

Oppure un’altra possibilità è che il Patto di Sangue l’abbiano stretto subito dopo questo fatto, e prima che Grindelwald lasciasse Godric’s Hollow, soprattutto dopo aver visto a cosa aveva portato uno scontro tra i due.


La famiglia Lestrange

Tra le varie trame che sorgono in questo film, c’è quella legata a Leta, il fratello Corvus e di conseguenza alla famiglia purosangue dei Lestrange.

Ma con la morte di Leta e quella di suo fratello Corvus il problema diventa: da dove arrivano Rodolphus, marito di Bellatrix, e Rabastane se gli ultimi Lestrange sono morti all’inizio del 20° secolo?

C’è un misterioso e sconosciuto membro della famiglia, citato ne Il Principe Mezzosangue, nei ricordi di Lumacorno, insieme al gruppo di ragazzi che giravano con un giovane Tom Riddle.

Questo vorrebbe dire che questo ragazzo sarebbe nato intorno al 1926. Ed è possibile quindi che sia lui il padre di Rodolphus e Rabastane, nati entrambi prima del 1964.

Ma il problema resta: questo Lestrange del 1926, di quale maschio della famiglia è figlio? O anche se fosse nato da una donna della famiglia e abbia preso il cognome della madre, chi sarebbe costei?

Al momento non c’è una risposta, solo teorie, che in futuro però dovranno concretizzarsi in fatti.

Che Corvus IV, padre di Leta, abbia avuto un altro figlio di cui per ora non siamo a conoscenza? Decisamente poco probabile, visto che al momento alcune fonti datano la sua morte nel 1901.

E se Corvus V fosse sopravvissuto magicamente (e misteriosamente) al naufragio della nave su cui era stato abbandonato dalla sorella? Sarebbe un ennesimo colpo di scena, ma sarebbe allo stesso tempo una forzatura per far tornare i conti.

Ancora una volta ci tocca aspettare che la Rowling ci fornisca delle risposte.


La bacchetta di Credence

Dopo la rivelazione finale dove si viene a sapere che il vero nome di Credence in realtà è Aurelius Silente, mentre Grindelwald se ne sta andando, Credence con una bacchetta scaglia un incantesimo.

Visibilmente arrabbiato, Credence fa scoppiare la vetrata e un pezzo di montagna di fronte, colpita dall’incantesimo, esplode.

C’è chi fa notare che la bacchetta non ha scelto Credence.

Ma questo, vedendo anche la saga di Harry Potter, non ha mai costituito un problema nel lanciare incantesimi.

La bacchetta è solo il mezzo che incanala il potere di un mago e la simbiosi mago-bacchetta funziona al massimo quando quest’ultima ha scelto il suo proprietario. Se così non fosse però il mago non è impossibilitato dal fare incantesimi, semplicemente non riesce a farli correttamente o al massimo delle proprie capacità.

Proprio nella saga abbiamo esempi di ciò, come Harry, costretto a usare la bacchetta di un ghermidore, o Voldemort, che dopo aver distrutto la propria nello scontro con Harry, ne prende un’altra. O sempre Voldemort con la Bacchetta di Sambuco, che non gli risponde completamente.

grindelwald


Silente professore

Nelle scene in cui si torna a Hogwarts non si può che provare una certa dose di nostalgia vedendo quei luoghi che abbiamo visto e amato per così tanti anni.

E proprio nel castello della scuola si svolgono due scene: quelle nel presente (1927) e un flashback di Newt e Leta da studenti (anni ’10).

In entrambi Silente è professore, il ruolo di Preside è ancora lontano e lui si dedica a insegnare a schiere di nuovi maghi e streghe, tra cui, appunto, anche Newt.

Lo vediamo intento mentre fa esattamente la stessa cosa che fa Lupin nel terzo film. Fa affrontare un molliccio alla classe, nella stessa aula.

L’unico problema è che abbiamo sempre saputo che Silente, prima di diventare preside, insegnava Trasfigurazione e non Difesa Contro le Arti Oscure.

Da dove arriva quindi questo sua precedente cattedra? Un altro errore della Rowling, inserito per il fan nostalgico delle lezioni di Lupin? Non penso.

Noi abbiamo sempre saputo che Silente insegnava Trasfigurazione, ma nulla vieta che insegnasse altro prima.

D’altra parte un mago come lui poteva ben ricoprire altre cattedre senza problemi.

E forse quella di Difesa Contro le Arti Oscure non è una scelta a caso.

Infatti Silente era tornato a Hogwarts dopo che Grindelwald era fuggito da Godric’s Hollow e dopo che il viaggio intorno al mondo con il suo amico Elphias Doge era saltato.

Qui potrebbe aver deciso di scegliere in particolare proprio la cattedra che negli anni ’90 sembrerà maledetta, per istruire i giovani maghi e le giovani streghe a difendersi contro quello che sapeva prima o poi sarebbe arrivato.

Conoscendo infatti i piani di Grindelwald e non condividendoli più, c’era bisogno che qualcuno preparasse le nuove generazioni ad affrontare quella che poi sarebbe diventata la Guerra Magica Globale.

Poi, in un momento non precisato prima del 1943, Silente deve essere diventato professore di Trasfigurazione, nell’anno in cui Tom Riddle aveva liberato il Basilisco a Hogwarts.
Anche se un possibile indizio lo si trova nel film, quando il Ministro della magia fa visita a Silente. Quando il professore si rifiuta di combattere Grindelwald, il Ministro gli mette delle manette in modo tale che sarà avvertito di tutti gli incantesimi che lancerà. Ma cosa più importante, prima di andarsene, gli dice che non potrà più insegnare Difesa Contro le Arti Oscure. Non si sa però se questo divieto venga revocato quando poi gli verranno tolte le manette alla fine del film o se invece resterà permanente.


Minerva McGranitt

Della McGranitt a Hogwarts ne avevamo già parlato qui, quando già circolavano delle voci, ma il film non era ancora uscito.
Questo è uno dei dubbi più difficili da risolvere. Vediamo allora quali spiegazioni ci sono.

Proprio durante la prima scena a Hogwarts ambientata nel 1927, e poi anche nel flashback, compare un personaggio che non dovrebbe esserci: la professoressa Minerva McGranitt.

Non dovrebbe esserci e non dovrebbe neanche essere professoressa perché possiamo ricavarne la data di nascita da alcuni indizi lasciati nei libri.

Nel 1995 la professoressa Umbridge chiede alla professoressa McGranitt da quanto insegni a Hogwarts e lei risponde che sono quasi 39 anni. Il che ci porta a datare il suo arrivo a Hogwarts nel 1956. E già qui siamo fuori di almeno 40 anni rispetto a quanto mostrato nei film. Con altri due calcoli veloci risaliamo all’anno di nascita: il 1935.

Come faceva quindi a insegnare negli anni ’10, vent’anni prima che nascesse?

Si può pensare che sia un’altra McGranitt, una sua parente magari. Il problema è che tutti i McGranitt, da suo padre andando indietro sono sempre stati tutti babbani, era la madre a essere una strega.

Risulta difficile anche il caso di omonimia, perché McGranitt (McGonagall in inglese) non è certo un cognome così diffuso come Smith o Potter. Soprattutto se poi si scopre che l’attrice che la interpreta è accreditata come Minerva McGranitt. Non ci sono dubbi quindi che sia proprio lei.

Ma come spiegare allora la sua presenza a Hogwarts in quegli anni in cui si svolgono le vicende narrate?

Uno scivolone registico, come ne abbiamo visti tanti negli anni, di Yates per riunire due figure iconiche del corpo insegnanti di Hogwarts? Dubito che in un film del genere, sapendo che ci si sono fan sempre attenti ai particolari, possa scappare un errore così grossolano senza che nessuno nella produzione se ne accorga.

Ci deve essere una spiegazione più plausibile oltre a questa o oltre ai già noti errori della Rowling nel contare gli anni.

Il problema è che risulta davvero complicato pensare a una buona motivazione sul perché la McGranitt si trovi lì in quegli anni.

Oltre a pensare a strane e assurde teorie, in questo caso, non ci resta che aspettare una risposta direttamente da colei che ha creato tutto questo.


E per finire ci sarebbe il tanto discusso plot twist, ma era un argomento così imponente che gli abbiamo dedicato un articolo intero.

Se ve lo siete perso potete leggerlo qui.

Per concludere, alla luce dei dubbi che persistono e di quelli invece a cui si è cercato di dare una spiegazione, possibile che in quella che è una produzione milionaria, con fan attenti e pignoli in tutto il mondo ci si possa far scappare sia errori piccoli sia quelli più grossolani solo per il gusto di far soldi o per speculare sulla nostalgia del fan medio?

Personalmente ne dubito, perché se lo scopo era specularci, la Rowling probabilmente avrebbe potuto scrivere libri o sceneggiature sui Malandrini o sulla Prima Guerra Magica, argomenti che ben più di una volta i fan le hanno proposto di prendere in mano, sui quali si sarebbe potuto ricamare molto e far apparire personaggi e luoghi da nostalgia senza rovinare il canon di un’intera saga.

Le risposte arriveranno per forza, bisognerà vedere se le spiegazioni ai dubbi saranno sensate o se il magico mondo in cui siamo cresciuti crollerà, sotto al peso sempre più forte del marketing e del guadagno a tutti i costi.

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