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Diamoci un taglio: Harry Potter e i capelli

Il mondo magico offre una vasta gamma di look eccentrici: dalle sole acconciature si può evincere il modo di fare di parecchi personaggi. Per tale motivo, è possibile attuare un’analisi di alcuni soggetti della saga sotto una luce insolita: quella della… messa in piega!


La capacità di un autore si misura anche attraverso le descrizioni che traccia dei personaggi: generalmente, la personalità di un soggetto si riflette anche nelle sue fattezze. A tal proposito, i capelli rappresentano una delle componenti più personalizzabili del corpo: in essi manifestiamo il nostro modo di essere, acconciandoli in modo da sentirli del tutto “personali”. La Rowling gioca parecchio su tale considerazione, rivelandosi particolarmente abile a delineare un personaggio, ancor prima che attraverso una riflessione psicologica, tramite il suo aspetto fisico, in particolar modo attraverso i capelli.


Percy e Bartemius Crouch:

Ecco dunque che Percy Weasley, perfetto prefetto, mostra un taglio ordinato, sistemato, che combacia alla perfezione con la sua personalità precisa, composta, del tutto differente da quella dei suoi fratelli, nelle cui acconciature arruffate si legge chiaramente una personalità sbarazzina. Quanto al capo di Percy, Bartemius Crouch, la Rowling scrive che “la scriminatura nei suoi corti capelli grigi era dritta in maniera quasi innaturale”, in risposta alla sua eccessiva pignoleria e alla sua indole da astuto calcolatore.


Dolores Umbridge e Rita Skeeter:

La Umbridge ha “corti capelli ricci color topo in cui aveva infilato un orrendo cerchietto, rosa come il vaporoso cardigan che indossava sopra la veste a fiorami”: l’antiquato stile della professoressa sembra quasi voler essere mascherato da un tocco di orrida leziosità, da cui, ancor prima di vedere in scena il personaggio, se ne intende l’odioso modo di essere. I capelli di Rita Skeeter, “acconciati in riccioli elaborati e curiosamente rigidi” in contrasto col viso dalla mascella pronunciata, sottolineano il suo comportamento da straordinaria impicciona, che preferisce le prime impressioni alla fedeltà per la verità.


Minerva McGranitt e Pomona Sprite:

Lo stretto chignon della McGranitt, che raccoglie i suoi capelli corvini, indica la rigidità della professoressa, che però non si traduce mai in cattiveria, e la sua intolleranza verso gli sciocchi. Se l’inflessibile direttrice di Grifondoro lascia trasparire la sua meticolosità, la Sprite, più superficiale e meno attenta ai dettagli, mostra una pettinatura casual, poco ordinata e disinvolta, dovuta anche all’impegnativo lavoro nelle serre.


Rubeus Hagrid:

Allo stesso modo, Rubeus Hagrid, che trascorre gran parte del suo tempo con bestie di ogni tipo, non si cura del suo aspetto “terribilmente selvaggio”, caratterizzato da “lunghe ciocche di ispidi capelli neri” e una folta barba; solo in occasione dell’incontro con Madame Maxime Hagrid ha concesso un po’ del suo tempo allo specchio, tuttavia con risultati più comici che affascinanti.


Severus Piton:

D’altro canto, spesso la trascuratezza dei capelli riflette anche un travagliato stato d’animo: è chiaramente il caso di Severus Piton, dai cui raccapriccianti e unti capelli grassi traspare un profondo malessere, che si concretizza nell’amarezza e nell’isolamento, oltre che nell’ostentato cinismo verso gli studenti.


Fleur, Fiorenzo, Draco e Gilderoy:

Le pettinature rigogliose e lucenti rappresentano la giovinezza, la bellezza, la vitalità. Fleur Delacour sarebbe stata la stessa senza i suoi lunghi capelli biondi, quasi argentati? Fiorenzo il Centauro sarebbe apparso ugualmente imponente e saggio senza la sua chiarissima chioma bionda? I platinati ciuffi di Draco Malfoy lasciano invece trasparire l’altezzosità del personaggio, il suo rango superiore, la sua ricchezza, il suo stile, mentre i fluenti capelli biondi ondulati di Gilderoy Allock rivelano le sue maniere eccessivamente melense e pompose.


Hermione e Tonks:

Sebbene Hermione prestasse poca attenzione al trucco e al parrucco, sapeva mutare il suo aspetto in base alle esigenze, in risposta alla sua indole elastica, flessibile, capace di adattarsi a ogni situazione: ecco dunque che la folta chioma cespugliosa si trasformava in una splendida ed elegante coda. Tonks, invece, ha il vantaggio di poter mutare il colore dei suoi capelli in un battito di ciglia, adattando la tinta alla situazione: tale abilità combacia con la personalità eccentrica e vivace della giovane strega.


Harry e James:

La fierezza e l’orgoglio di Harry, così come per suo padre James, si leggono chiaramente nei capelli spettinati, sui quali niente possono le spazzole e i pettini: la noncuranza per le regole si sovrappone alla noncuranza per i capelli, rispecchiando la baldanza e l’intrepidezza di padre e figlio.


Kingsley, Arthur e Voldemort:

Anche una calvizie può rivelare molto del modo di essere di un personaggio: la testa lucida di Kingsley Shacklebolt contribuisce a donare al personaggio un aspetto dignitoso, rispettabile e regale, mentre nella stempiatura di Arthur Weasley si legge la fatica per aver cresciuto sette figli. Anche il cranio calvo di Lord Voldemort è parte integrante dell’aspetto terrificante del Signore Oscuro.


Se vuoi somigliare a Piton, prova a tagliare da solo i tuoi capelli. Poi non lavarli mai più.
Se invece intendi uguagliare Hagrid, non fare letteralmente niente con i tuoi capelli per almeno quarant’anni.
Se vuoi i capelli di Tonks, diventa un Metamorfomago, altrimenti tingi i tuoi capelli ogni singolo giorno per il resto della tua vita.
Per somigliare a Malfoy, applica candeggina e un senso di potere, mentre se vuoi prendere l’aspetto di Kingsley procurati un buon rasoio e una… regale dignità!


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