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Cento punti a Grifondoro: Harry Potter e la Token Economy

Perché, se non lo sapete, a Hogwarts i principi comportamentisti si applicano in ambito educativo.


Se l’assegnazione di punti alle varie Case di Hogwarts (qui un sunto della questione nei sette libri) vi sembrava un fatto irrilevante, dovrete ricredervi: nella Scuola di Magia e Stregoneria frequentata da Harry Potter, infatti, quella che vi sembrava un’abitudine di poco conto è in realtà una tecnica educativa ben precisa, rispondente agli studi comportamentisti. Stiamo parlando della Token Economy (“Economia a gettoni”), una strategia educativa comportamentale che viene definita “sistema di rinforzo a gettoni“.


Il comportamentismo è un orientamento della psicologia moderna che delimita il campo della ricerca all’osservazione del comportamento animale e umano; fondato da John Broadus Watson (1878-1958), il comportamentismo annovera tra i suoi esponenti più rappresentativi Edward Lee Thorndike (1874-1949) e Burrhus Frederic Skinner (1904-1990). Alcune nozioni teoriche di tale approccio (l’apprendimento, la cura dei disturbi psichici) sono tuttora rilevanti in ambito psicologico; il comportamentismo ha difatti fornito numerosi spunti per l’elaborazione di tecniche terapeutiche e strategie educative.

Skinner condusse numerosi e celebri esperimenti su topi e piccioni

 


La più celebre di queste strategie educative è la Token Economy, tecnica psicologica di educazione o riabilitazione rispondente ai criteri degli studi comportamentisti. In italiano può essere definita “sistema di rinforzo a gettoni”; è possibile trovarne un chiaro esempio nel mondo di Harry Potter.

La Token Economy prevede due fasi. Nella prima, si definiscono chiaramente i comportamenti corretti e quelli scorretti, le norme a cui attenersi, i principi da rispettare: l’obiettivo educativo è in tal modo definito in maniera chiara e condiviso con l’alunno. La seconda fase prevede invece che insegnante e alunno stringano un patto educativo: a ogni comportamento corretto, l’alunno riceverà un gettone; per ogni infrazione, gliene verrà tolto uno. Al raggiungimento di un obiettivo prefissato inizialmente, l’alunno riceverà un premio (rinforzo), il quale rimane sempre visibile, così come l’andamento comportamentale dell’alunno (attraverso tabelle e cartelloni dove sono evidenti i gettoni posseduti, per esempio).

 


È lampante l’analogia con Harry Potter: appena giunti a Hogwarts, gli studenti del primo anno vengono informati delle norme a cui devono attenersi e viene spiegato loro il sistema di assegnazione dei punti (che sostituiscono i gettoni); è questa la fase in cui viene suggellato il patto educativo. Il punteggio viene costantemente monitorato tramite quattro giganti clessidre che si trovano nella sala d’ingresso della scuola e che sono visibili a tutti; alla fine dell’anno, la Casa con il punteggio maggiore si aggiudica la Coppa delle Case (rinforzo).

Tale strategia educativa nella Scuola di Hogwarts si dimostra particolarmente efficace perché subentrano altri fattori: la competizione tra gli alunni è accentuata dall’appartenenza a Case diverse; arrecare punti alla propria Casa è motivo di orgoglio, svantaggiarla è vergognoso.


Va comunque tenere a mente che la tecnica educativa del “rinforzo a gettoni”, seppur con forme diverse, è largamente utilizzata. Conoscono bene l’efficacia di tale sistema (oltre che in Brasile) alla Scuola Paritaria Conventino – La Sorgente di Caravaggio (Bergamo), dove la preside, Genny Scaperrotta, si è attenuta fedelmente a Harry Potter, inaugurando l’anno scolastico in corso con una vera e propria cerimonia di Smistamento. E così i bambini delle elementari sono stati destinati a Foglialinfa, ad Acquaneve, a Caldoraggio e a Fuocovivo: «È un modo per stimolare il senso di appartenenza, la cittadinanza attiva con un progetto che non sia “calato dall’alto”, ma che i bambini possano fare proprio», spiega la preside.


 

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