La scuola di Magia di Ilvermorny – III

L’eredità di Serpeverde

La bacchetta di Serpeverde non si risvegliò mai più dopo il comando di Gormlaith. Isotta non parlava il Serpentese, ma non aveva comunque più intenzione di toccare quell’ultima reliquia della sua infanzia infelice. Lei e James la seppellirono fuori dalla proprietà.

Entro un anno, un esemplare sconosciuto di rettilegno era spuntato dove avevano seppellito la bacchetta. Non riuscirono mai a potarlo o ucciderlo, ma dopo diversi anni scoprirono che le sue foglie avevano grandi proprietà medicamentose. L’albero sembrava dimostrare che la bacchetta di Serpeverde, come i suoi discendenti sparpagliati per il mondo, racchiudeva in sé un lato nobile e uno ignobile. La parte migliore di lui, a quanto pare, era emigrata in America.

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La crescita della scuola

La reputazione di Ilvermorny crebbe con costanza negli anni successivi. La casa di granito divenne un castello. Dovettero assumere altri insegnanti per venire incontro alle nuove iscrizioni. Ora gli alunni provenivano da tutta l’America del Nord, e la scuola divenne un collegio. All’arrivo del XIX secolo, Ilvermorny aveva ormai raggiunto la fama internazionale di cui gode tuttora.

Per molti anni, Isotta e James lavorarono insieme come presidi e furono amati da molte generazioni di studenti e dalle loro famiglie.

Chadwick divenne un mago di successo e un grande viaggiatore, nonché autore de Gli incantesimi di Chadwick, vol. I-VII, libri di testo ancora usati a Ilvermorny. Sposò una guaritrice messicana di nome Josefina Calderon, e la famiglia Calderon-Boot è tuttora una delle famiglie magiche più importanti d’America.

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Prima della creazione del MACUSA (Magico Congresso degli Stati Uniti d’America), il Nuovo Mondo era privo di forze dell’ordine magiche.

Webster Boot divenne ciò che ora sarebbe definito un Auror autonomo. Mentre estradava un Mago Oscuro particolarmente malvagio a Londra, Webster incontrò una giovane strega scozzese che lavorava al Ministero della Magia e se ne innamorò. Parte della famiglia Boot tornò così al paese d’origine. I discendenti di Webster studiarono a Hogwarts.

Martha, la gemella più grande, era una Maganò. Per quanto la sua famiglia la amasse profondamente, crescere a Ilvermorny fu doloroso per lei che era esclusa dalla magia. Sposò il fratello non magico di un’amica della tribù Pocomtuc e visse il resto della sua vita come No-Mag.

Riona, la figlia minore di James e Isotta, insegnò Difesa contro le Arti Oscure a Ilvermorny per molti anni. Non si sposò mai. Girava voce che, al contrario di sua sorella, Riona fosse in grado di parlare in Serpentese e che avesse quindi deciso di non far proseguire la stirpe di Serpeverde. Il ramo americano della famiglia non sapeva che Gormlaith non era l’ultima dei Gaunt e che il loro lignaggio continuava in Inghilterra.

Isotta e James vissero più di cent’anni. Avevano visto la casetta di Ilvermorny diventare un castello di granito e morirono con la consapevolezza che la loro scuola era ormai così famosa che le famiglie magiche di tutto il Nord America erano ansiose di farvi studiare i propri figli. Avevano assunto dei dipendenti, costruito dormitori, nascosto la scuola allo sguardo dei No-Mag con astuti incantesimi: in pratica, la ragazza che sognava di andare a Hogwarts finì col diventare cofondatrice della sua versione nordamericana.


Ilvermorny oggi

Come ci si può aspettare da una scuola fondata in parte da un No-Mag, Ilvermorny è nota come una delle grandi scuole di magia più democratiche e meno elitarie.

Due statue di marmo di Isotta e James fiancheggiano le porte del castello. L’ingresso dà su una sala circolare coperta da una cupola di vetro. Una balconata di legno circonda la sala all’altezza del primo piano. La stanza sarebbe vuota, se non fosse per quattro enormi intagli di legno che rappresentano le quattro case: il Serpecorno, la pantera Wampus, il grande Tuono Alato e il Magicospino.

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Mentre il resto della scuola osserva dalla balconata circolare sovrastante, i nuovi studenti entrano in fila nella sala. Si dispongono lungo le pareti, e uno ad uno vengono invitati a collocarsi sul simbolo del nodo gordiano nel mezzo del pavimento di pietra. La scuola attende in silenzio che i quattro intagli reagiscano.

Se il Serpecorno vuole lo studente, il cristallo che ha incastonato sulla fronte si illumina.
Se è il Wampus a volerlo, ruggisce.
Il Tuono Alato manifesta la sua approvazione battendo le ali.
Il Magicospino solleva la freccia in aria.

Se più di un intaglio segnala di voler arruolare lo studente nella propria casa, sta all’alunno scegliere. Molto di rado, forse una volta ogni dieci anni, tutte e quattro le case offrono un posto allo studente.

Seraphina Picquery, presidentessa del MACUSA dal 1920 al 1928, fu l’unica strega della sua generazione a ricevere questo onore e scelse la casa del Serpecorno.

A volte si dice che le case di Ilvermorny rappresentano le varie parti che compongono un essere umano: la mente è il Serpecorno, il corpo è il Wampus, il cuore è il Magicospino e l’anima è il Tuono Alato. Altri dicono che la casa di Serpecorno preferisce gli studiosi, Wampus i guerrieri, Magicospino i guaritori e Tuono Alato gli avventurieri.

La Cerimonia dello Smistamento non è l’unica grande differenza tra Hogwarts e Ilvermorny (anche se le due scuole, per molti versi, si somigliano). Quando agli studenti è stata assegnata una casa, vengono condotti in una grande sala dove scelgono (o vengono scelti da) una bacchetta. Fino all’abrogazione, nel 1965, della legge Rappaport, che sanciva la stretta osservanza dello Statuto di Segretezza, a nessun bambino era permesso usare una bacchetta prima di arrivare a Ilvermorny. Inoltre, le bacchette andavano lasciate a scuola durante le vacanze e solo al compimento del diciassettesimo anno di età era permesso utilizzarle fuori dalla scuola.

Le divise di Ilvermorny sono blu e rosso mirtillo in onore di Isotta e James: il blu era il colore preferito di Isotta, che da piccola aveva sempre desiderato far parte di Corvonero; il rosso è dedicato all’amore di James per la crostata di mirtilli rossi. Tutti gli abiti degli studenti di Ilvermorny sono fissati da un nodo gordiano d’oro, in ricordo della spilla che Isotta aveva trovato tra le rovine della sua casa natia.

Diversi Magicospino continuano tutt’ora a lavorare per la scuola, lamentandosi sempre e affermando di non avere intenzione di rimanere lì, ma tornando comunque misteriosamente anno dopo anno. Ce n’è uno particolarmente anziano che si fa chiamare William. Ride di chi teorizza che sia lo stesso William che ha salvato la vita a Isotta e a James, facendo giustamente notare che, se fosse ancora vivo, il primo William avrebbe 300 anni. Tuttavia, nessuno ha mai scoperto quanto vivono i Magicospino. William si rifiuta di lasciare che la statua di marmo di Isotta all’ingresso del castello venga lucidata da altri, e ogni anno, all’anniversario della sua morte, posa dei fiori di biancospino sulla sua tomba. Basta che qualcuno sia così indelicato da menzionare questo fatto per metterlo di pessimo umore.

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Testo tratto da Pottermore.com

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