Magic Camp: ecco come è andata la settimana a tema Harry Potter

Come è andato il debutto del Magic Camp, ovvero una settimana nel mondo di Harry Potter, organizzato da Team World a Canazei?
Questo è il racconto del nostro admin Butterbeer che ha fatto da tutor ai ragazzi presenti.


Il Magic Camp

Ammetto che non sapevo bene cosa aspettarmi da questo camp, è stata la prima volta come tutor e non avevo mai partecipato a uno di essi da ragazzo.
Le informazioni che avevo derivavano dall’articolo che avevo scritto a proposito, dove venivano illustrate le varie attività in programma durante i sette giorni di vacanza.

La mattina del 27 giugno quindi mi trovo nel piazzale di Cascina Gobba a Milano pronto a partire e a scoprire cosa mi avrebbe aspettato dopo qualche ora di viaggio in pullman.

Durante il tragitto faccio la conoscenza dell’istruttore di Quidditch.
Non è un volto nuovo, ma è un amico che non vedevo da alcuni anni.

Arrivato a Canazei individuo subito una ragazza con la felpa di Serpeverde: deve essere ovviamente lì per il Magic Camp.
Da lì a poco conosco Vittoria, la ragazza che lavora per TeamWorld, ovvero quelli che hanno organizzato il camp.
Con lei mi sarei dovuto occupare dei ragazzi durante tutta la settimana.
Prima di cena incontriamo l’intero gruppo dei partecipanti che si erano iscritti alla settimana dedicata al mondo di Harry Potter. Diciassette in tutto.

Non sono previste grandi attività per la prima mezza giornata.
L’unica è lo smistamento nelle quattro case di Hogwarts, che si svolge durante la serata.
Vittoria per l’occasione si cala nei panni del Cappello Parlante.

Da quel momento era come essere a Hogwarts.
I ragazzi, tramite giochi serali o per il comportamento durante la giornata, potevano guadagnare o far perdere punti alla propria casa.


Le attività durante la settimana-mattina

Dal giorno seguente sono iniziate le attività vere.
Nella mattinata erano previsti il corso di scrittura creativa, tenuto dalla scrittrice di libri per ragazzi Laura, e quello di teatro, con l’attore teatrale Paolo.

I ragazzi, in gruppi da due o tre, per il corso di scrittura creativa dovevano inventare una storia partendo da solo due protagonisti la prima volta. Poi, di giorno in giorno, il racconto si andava sempre più delineando, perché ogni volta si aggiungeva un particolare in più: un oggetto magico, il luogo dove si svolge la storia, l’antagonista e altri dettagli.

Durante il corso di teatro sono stati presentati i primi fondamenti per capire il palco, come usarlo e quali sono le tipologie dei personaggi rappresentabili.
Dopo un paio di giorni si è deciso di legare insieme il corso di teatro con quello di scrittura creativa.
In questo modo i ragazzi hanno iniziato a mettere in scena le storie che mano a mano scrivevano, prendendo consapevolezza anche di quello che a teatro funziona e di quello che è meglio evitare.


Le attività durante la settimana-pomeriggio

Nel primo pomeriggio erano poi previste le lezioni di inglese, con insegnanti madrelingua. Ma non la classica lezione di inglese.
C’erano ovviamente alcuni esercizi di grammatica ma anche altri legati al mondo di Harry Potter. Per esempio si doveva inventare un nuovo incantesimo e spiegarne gli effetti.

E alla fine del pomeriggio c’era la lezione di Quidditch.
I ragazzi si sono cimentati nello sport più famoso del mondo magico, che da ormai una decina di anni si è diffuso in tutto il mondo nella sua versione babbana.

Con Gianluca, giocatore dei Milano Meneghins, hanno imparato come un Cacciatore lancia e segna con la Pluffa; come un Battitore deve scagliare i Bolidi; come una squadra deve giocare di velocità e tattica per poter vincere.

Solo l’ultimo giorno, in cui si è disputata la Coppa del Quidditch, si è aggiunto il ruolo del Cercatore e quello del Boccino, per l’occasione impersonato dal sottoscritto. (Un ruolo decisamente stancante, fidatevi).


Le attività durante la settimana-sera

Per le attività serali Vittoria, con il mio aiuto per alcune cose, aveva preparato vari intrattenimenti.
Dal gioco di chi si ricordava più personaggi dei libri e film, alla serata quiz con fasi eliminatorie e vari tipi di domande, passando per la serata film in cui si è scelto di guardare Harry Potter e la Pietra Filosofale.
Senza dimenticare le serate in discoteca in cui i ragazzi si sono potuti scatenare insieme a tutti gli altri.

L’ultima sera i ragazzi hanno portato sul palco le scene che avevano scritto e provato durante la settimana.
In più hanno anche cantato l’inno del Magic Camp: una canzone, scritta da loro parodiando “Il Gatto e la Volpe” di Bennato, in cui veniva presentato brevemente il camp.
Il tutto davanti agli altri partecipanti dei vari camp.

camp

Dopodiché si è arrivati al momento cruciale della settimana: l’assegnazione della Coppa delle Case.
Questa volta non c’era Silente a dare punti a Grifondoro all’ultimo minuto.
La classifica ha visto quindi trionfare Tassorosso, davanti a Serpeverde (eterni secondi a quanto pare), Corvonero e Grifondoro.


Considerazioni personali

Insomma il Magic Camp è stato tutto questo e molto altro.
Devo dire che è stata davvero un’esperienza magnifica.
Ho visto i ragazzi legare tra di loro, formando un gruppo unico che si ritrovava insieme anche durante le ore del giorno libere dalle attività.Si è creato un ottimo rapporto anche tra noi tutor e loro, che ci ha permesso di trascorrere al meglio i sette giorni immersi nel mondo di Harry Potter all’ombra delle Dolomiti.

Ripensandoci, non avrei mai immaginato che questo camp si sarebbe rivelato qualcosa del genere.
Bellissimo, coinvolgente, unico e che ha permesso a ragazzi di tutta Italia di conoscersi e stringere amicizia tra loro .
Spero sinceramente di poter tornare anche l’anno prossimo come tutor.

Infine, ad Annamaria, Beatrice, Carlotta, Daria, Enrico, Gaia, Giovanni, Helena, Jacqueline, Laetitia, Lara, Lorenzo, Marco, Maria Sole, Maria Vittoria, Nicole e Silvia mi sento di dire soltanto una cosa: grazie!
E ovviamente un enorme grazie anche a Gianluca, Vittoria e Marco.

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