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Nicolas Flamel: verità o leggenda?

Harry Potter e la Pietra Filosofale ci ha portato un sacco di fantastici miti legati al mondo magico e uno di questi parla di una alchimista realmente esistito, che ha ispirato tante leggende quante storie sulla magia.


In Harry Potter e la Pietra Filosofale, Nicolas Flamel è l’unica persona conosciuta ad aver creato con successo la Pietra Filosofale, un oggetto capace di trasformare il metallo in oro e garantire l’immortalità con il suo Elisir di Lunga Vita.
Il 665enne Nicolas Flamel, insieme con la moglie 658enne Perenelle, ha certamente fatto uso dell’Elisir, ma avendo vissuto più di sei secoli nel mondo magico hanno preferito una vita tranquilla.

Il vero Nicolas Flamel, vero perché è esistito davvero, probabilmente nacque nel 1330 a Pontoise, vicino a Parigi.
Il che giustifica l’età di 665 anni all’epoca de “La Pietra Filosofale” se avesse davvero avuto accesso all’Elisir di Lunga Vita (e qualcuno pensa che sia stato così).

Ma come ha fatto un poco conosciuto libraio francese del 14° secolo a diventare il riferimento per eccellenza dell’alchimia tanto da entrare a far parte del mondo magico?


L’uomo

J.K. Rowling ci dice che il Flamel del mondo magico incontrò sua moglie Perenelle a Beauxbatons.
Anche se non sappiamo dove i due realmente si incontrarono, è vero che il nome della moglie era proprio Perenelle.
Vedova per due volte, portò la fortuna dei precedenti matrimoni nel matrimonio con Nicolas.

Dopo che si furono sposati, Nicolas continuò a lavorare come libraio.
La coppia era relativamente ricca, avevano diverse proprietà e avevano anche donato dei soldi alla chiesa cattolica francese.
La loro ricchezza e la filantropia divennero parte della leggenda che ha circondato la reputazione postuma di Flamel come alchimista.

Le cronache ci dicono che Flamel morì nel 1418.
Venne seppellito a Parigi, sotto una laide da lui stesso disegnata.
Le sue volontà, datate 1416, lasciano la maggior parte della sua biblioteca al nipote Perrier, di cui si sa poco.


Il sogno

Qui è dove i fatti storici iniziano a mischiarsi con i racconti.
Perché alcune persone non credono sia morto veramente.
Ci sono documenti di lui e Perenelle che hanno finto la loro morte e sono scappati in India, e la loro immortalità sia da ricondurre al suo supposto genio alchemico.

L’interesse di Flamel per l’alchimia sembra sia iniziato con un libro.
Si dice che uno straniero lo approcciò un giorno con un raro manoscritto.
Flamel lo riconobbe, perché non molto tempo prima, aveva fatto un sogno riguardo a un angelo.
L’angelo aveva un libro e disse: “Un giorno vedrai qui dentro qualcosa che nessun altro riuscirà a vedere


Il libro

Il libro è stato scritto da un uomo di nome Abramo l’Ebreo.
Era scritto in greco e altre lingue che Flamel non poteva capire, incluso l’ebraico.
Era anche pieno di sorprendenti simboli che Flamel realizzò essere istruzioni per l’alchimia.

Flamel probabilmente passò 21 anni cercando di decifrarlo tutto.
Quando Parigi non poteva più fornirgli alcuna risposta, si spostò in Spagna per trovare una scuola ebraica. Qui incontrò Maestro Canches, un dotto ebreo che viveva a Leon.

Canches riconobbe Abramo l’Ebreo come uno dei primi maestri della tradizione mistica ebraica della Cabala e tradusse le poche pagine che Flamel aveva con sé, accettando di tronare con lui in Francia e di tradurre il resto. Sfortunatamente, si ammalò durante il viaggio e morì prima di arrivare a Parigi.

Fortunatamente per Flamel, Canches gli aveva detto abbastanza.
Nei successivi tre anni lui continuò a tradurre l’intero libro, imparando i segreti dell’Ermetismo, una tradizione esoterica basata sulle scritture divine di Ermete Trismegisto.


La leggenda

Quelli che credono che Flamel abbia usato il Libro di Abramo l’Ebreo per creare la Pietra Filosofale puntano su fatto che lui sia poi diventato ricco.
Apparentemente, la sua incredibile ricchezza e generosità lo ha portato all’attenzione di Carlo VI, che ordinò un investigazione riguardo a Flamel, ma non si scoprì nulla di interessante.

Altri dicono che non ci sono prove che Flamel abbia mai avuto a che fare con l’alchimia, e i racconti riguardo al misterioso libro sono solo storie inventate.
Alcuni credono che il personaggio di Flamel sia stato inventato nel 17° secolo da alcuni editori in un tentativo di vendere probabilmente molti vecchi libri di alchimia.


Reputazione postuma

La reputazione di Flamel è alimentata da un numero di libri attribuitigli a lungo dopo la sua morte.
Uno fu “Il Libro delle Figure Geroglifiche”, pubblicato a Parigi nel 1612. A partire dalla metà del 17° secolo, Flamel iniziò a diventare leggendario, con avvistamenti segnalati e ben note figure storiche come Isaac Newton che si riferiscono a lui come al prodigio dell’alchimia.

Flamel

L’interesse tornò vivo nel 19° secolo.
Flamel viene menzionato nel libro di Victor Hugo Il Gobbo di Notre Dame; si dice che il compositore Erik Satie era affascinato da lui; il massone Albert Pike lo cita nel suo libro Morale e Dogma, fondamento logico e filosofico della massoneria.
Che credessero o no se fosse ancora vivo è un’altra cosa, ma tutti questi personaggi lo identificano come un alchimista.

Più recentemente, così come in Harry Potter e la Pietra Filosofale, Flamel viene menzionato in alcuni libri come “Il Pendolo di Foucault” di Umberto Eco nel 1988 e “Il Codice Da Vinci” di Dan Brown nel 2003.


Così, mentre il vero Flamel può non essere stato un alchimista, anche senza l’Elisir di Lunga Vita, la sua reputazione leggendaria lo ha certamente reso immortale.

Se volete saperne di più su Flamel e Harry Potter guardate qui.

 

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