Informativa

Prequel UFFICIALE scritto dalla Rowling nel 2008

Riportiamo in seguito una nostra traduzione casereccia di un breve prequel (racconto di 800 parole) che ha scritto la Rowling nel 2008 su James e Sirius!


Image and video hosting by TinyPic

Fanart di Viria13 on DeviantArt


La motocicletta in corsa prese così velocemente un angolo stretto, nell’oscurità, che entrambi i poliziotti nella macchina che li stava inseguendo urlarono “OOH”.

Il Sergente Fisher spinse il suo piede piatto nel freno, pensando che il ragazzo sul sellino posteriore stesse per finire sotto le sue ruote; invece, la motocicletta continuò la sua corsa senza che nessuno dei due in sella perdesse il posto, e con un lampeggio delle sue luci di coda, svanì sulla stretta stradina laterale.

“Ora li abbiamo in pugno!” urlò PC Anderson eccitato. “Questo è un vicolo cieco!”

Appoggiandosi sul volante e ingranando la marcia, Fisher raschiò via metà della vernice del fianco della macchina per farla passare nel vicolo.

Le loro prede erano illuminate dai fari anteriori, ferme dopo un quarto d’ora di inseguimento. I due ragazzi erano intrappolati tra un muro di pietra e la macchina della polizia, che ora vi si stava avvicinando come un predatore ruggente dagli occhi luminosi.

C’era così spazio tra le porte della macchina e il muro del vicolo che Fisher e Anderson ebbero difficoltà a uscire dal veicolo. Lese la loro dignità dover strisciare come granchi verso le loro canaglie. Fisher strusciò il ventre generoso lungo il muro, perdendo i bottoni della sua camicia mentre si muoveva, e finalmente liberandosi di schiena dallo specchietto dell’ala della macchina.

“Scendete dalla moto!” urlò ai due ragazzi ghignanti, che si crogiolavano nella luce blu come se si stessero divertendo.

Facevano come gli aveva detto Fisher, finalmente liberatosi dallo specchietto rotto, fissandoli. Dovevano avere tra i quindici e i vent’anni. Quello dei due che era alla guida aveva dei lunghi capelli neri, il suo bell’aspetto insolente ricordava spiacevolmente a Fisher il ragazzo di sua figlia, chitarrista nullafacente. Il secondo aveva capelli neri, ma questi erano corti e sprizzavano in tutte le direzioni; portava gli occhiali e un ghigno largo. Entrambi indossavano t-shirt con disegnato un grosso uccello d’oro; l’emblema, senza dubbio, di qualche rock band assordante e priva di melodie.

“Niente casco!” tuonò Fisher, additando l’una testa scoperta e l’altra. “Superamento del limite velocità – e anche di parecchio!” (in effetti, la velocità che aveva registrato era maggiore di quella che Fisher avrebbe mai pensato che fosse raggiungibile da un qualsiasi veicolo di quel tipo.) “Mancanza di arresto in presenza di Polizia!”

“ Ci sarebbe piaciuto fermarci per una chiaccherata” disse il ragazzo con gli occhiali “ma stavamo provando—“

“Non fate i furbi – voi due siete in un mare di guai!” tagliò corto Anderson. “Nomi!”

“Nomi?” ripetè il ragazzo dai capelli lunghi che era alla guida. “Ehm – ok, vediamo. Ci sono Wilberforce…Bathsheba…Elvendork…”

“E il vantaggio di quest’ultimo è che puoi usarlo sia per un maschio che una femmina” disse il ragazzo con gli occhiali.

“Ah, ma intendevate i nostri nomi?” chiese il primo, vedendo Anderson sputare con rabbia. “Avreste dovuto specificare! Questo è James Potter e io mi chiamo Sirius Black!”

“Oh, sì, le cose si faranno seriamente nere tra voi due, piccoli sfacciati-”

Ma né James né Sirius stavano prestando attenzione. Entrambi erano in allerta come cani da caccia, fissando oltre Fisher e Anderson, sopra il tetto della macchina, sull’entrata buia del vicolo. Dopodiché, con movimenti identici e fluidi, misero le mani in tasca.

Per un soffio i poliziotti pensarono stessero per puntar loro contro delle pistole, ma un secondo dopo videro che i motociclisti avevano tirato fuori niente più che-

“Bacchette?” li schernì Anderson. “Siete un paio di prestigiatori, eh? Bene, vi arrestiamo con accusa di—“

Ma Anderson non riuscì a pronunciare l’accusa. James e Sirius avevano urlato qualcosa di incomprensibile, e i fari della macchina si mossero.

I poliziotti si girarono, poi barcollarono indietro. Tre uomini stavano volando – veramente – verso il vicolo su manici di scopa – e allo stesso istante, la macchina di polizia si stava impennando sulle ruote posteriori.

Il ginocchio di Fisher, che cadde a terra, fece resistenza; Anderson inciampò sul ginocchio di Fisher e cadde su di lui; sentirono gli uomini a cavallo delle scope sbattere sulla macchina sospesa e cadere, privi di sensi, al suolo, mentre pezzi di scope rotte piovevano attorno a loro.

La motocicletta era tornata a ruggire di nuovo. A bocca aperta, Fisher raccolse le proprie forze per guardare i due teenagers.

“Grazie mille!” disse Sirius “Vi dobbiamo un favore!”

“Già, è stato bello conoscervi!” disse James “E ricordatevi: Elvendork! È unisex!”

Ci fu uno schianto, Fisher e Anderson si strinsero tra di loro spaventati; la loro macchina era tornata a terra. Ora era la motocicletta a rumoreggiare. Sotto gli occhi increduli degli agenti di polizia, si levò nell’aria; James e Sirius si allontanarono nel cielo della notte, con la luce di coda che brillava dietro di loro come un rubino che andava a svanire.

Dal prequel che io non sto scrivendo – però è stato divertente! J.K. Rowling, 2008.

Che pensate di questo prequel? Ve l’eravate perso?

Articoli correlati: