Bolidi d’ottone e manici di scopa: il Quidditch attraverso i secoli (parte 1)

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È il gioco più diffuso nel mondo magico (e non solo): a detta di Albus Silente, “come i maghi hanno sviluppato il gioco del Quidditch, così esso ha sviluppato i maghi”. Ma quali sono le origini di questo sport tanto amato e diffuso?


Lo sport dei maghi

Ogni casa di Hogwarts ha la propria squadra, ne viene disputato un campionato mondiale, unisce tifosi da ogni parte del mondo; negli ultimi anni si è addirittura diffusa una versione babbana del gioco! Insomma, il Quidditch rappresenta una delle facce più belle e apprezzate della comunità magica. Ma in che modo ha avuto origine questo sport? A risponderci è Kennilworthy Whisp, autore del libro Il Quidditch attraverso i secoli, conservato nella biblioteca di Hogwarts.


La nascita del manico di scopa volante

“I nostri antenati non si accontentarono di aleggiare a un metro e mezzo dal suolo [trasfigurandosi in volatili, ndr.]”, scrive Whisp. “Volevano di più. Volevano volare come uccelli, ma senza l’inconveniente di avere le piume.”

Siamo agli albori dell’Alto Medioevo. Per rispondere a questa esigenza, nacque il manico di scopa volante: un oggetto discreto, facilmente nascondibile, trasportabile ed economico. Inoltre, esso passava inosservato agli occhi babbani. Si trattava tuttavia di scope realizzate in casa: numerosi furono, dunque, gli inconvenienti. Pensiamo a manici nodosi e non rifiniti, causa di non pochi dolori al fondoschiena (così come scrisse il mago scozzese Guthrie Lochrin nel 1107), ma anche alle notevoli differenze nell’uso delle varie scope, sia a livello di velocità, sia per quanto riguarda comodità e capacità di trasporto. Bisogna aspettare il XII secolo per veder nascere manici rifiniti e comodi realizzati da artigiani professionisti: sarà da allora che il manico di scopa non sarà utilizzato unicamente come mezzo di trasporto, ma anche come strumento di svago (benché in alcuni Paesi questa concezione fosse diffusa già da tempo).


Prima del Quidditch: altri giochi su scopa

Con il perfezionamento dei manici di scopa, si videro diffondersi sport con la scopa in più di un Paese.

Già dal X secolo, in Svezia, si disputava la celebre Gara annuale di Scope. Un dipinto tedesco del 1105 illustra l’antico gioco dello Stichstock, mentre in Irlanda fiorì l’Aingingein (in questi ultimi due ci si passavano visceri di animali). Il più pericoloso gioco su scopa fu probabilmente il Creaotcheann (Scozia, XI secolo), in  cui ciascun giocatore portava un calderone allacciato sul capo che doveva riuscire a riempire, mentre era in volo, con pietre che gli venivano lanciate da lontano. Molto apprezzato nel Medioevo, il gioco fu messo fuori legge nel 1762, e, nonostante campagne per la reintroduzione, il Ministero si rifiuta ancora oggi di cancellare la messa al mando.

Nella contea inglese del Devon si diffuse lo Shuntbumps, in cui bisognava disarcionare gli avversari, mentre nello Herefordshire nacque lo Swivenhodge, giocato con vesciche sovente di maiale. Il primo sopravvive come gioco infantile, il secondo, benché praticato, non ha mai raggiunto un’ampia diffusione.


Sarà tuttavia da un gioco inventato nella Palude di Queerditch che nascerà il più popolare sport del mondo magico… (continua)

 

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