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Ecco perché la Rowling non voleva portare Harry Potter a teatro

27 Settembre 2017 artu-grie 2 min read

Ecco perché la Rowling non voleva portare Harry Potter a teatro

27 Settembre 2017 Scorpius 2 min read

Dopo un debutto da record a Londra, quest’anno Broadway ospiterà la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts.
Secondo le previsioni, The Cursed Child farà il tutto esaurito anche negli Stati Uniti. Eppure, J.K. Rowling era contraria a Harry Potter a teatro.
Scopriamo il perché.

La campagna promozionale di The Cursed Child in America è iniziata. Qualche giorno fa la Rowling, con Jack Thorne e John Tiffany, è stata ospite di CBS. Durante l’intervista, la scrittrice ha ammesso un dettaglio che sorprenderà molti: all’inizio non aveva nessuna intenzione di lavorare ad uno spettacolo teatrale.

Per anni ha ricevuto proposte riguardo adattamenti della storia di Harry. C’era stato addirittura un musical basato sui romanzi. Ma lei continuava a rifiutare tutto.

Non volevo Harry a teatro. Sentivo di aver chiuso con lui. Sinceramente, lo sappiamo che non ho bisogno di soldi. Non volevo fare qualcosa che non sentivo di fare.

Quindi, perché ha cambiato idea? Innanzitutto, è stato collaborare con altri scrittori. Fin da subito, J.K. Rowling ha chiarito che avrebbe avuto bisogno di aiuto, non avendo mai scritto un copione teatrale. Lavorare con qualcuno sarebbe stata un’esperienza diversa rispetto ai romanzi. Thorne e Tiffany si sono rivelati i collaboratori perfetti, e l’hanno affiancata in tutto il processo. In più, la tentazione di raccontare la storia inedita di Albus Severus e del suo fardello per essere il figlio del Prescelto era troppo forte.

La storia di Harry ora è davvero conclusa. Dovevo essere persuasa per raccontare i 19 anni dopo, ma sono contenta di averlo fatto. Sono molto fiera dello spettacolo. Però non scriverò del figlio di Albus a Hogwarts. Tra 100 anni tornerò come fantasma e perseguiterò qualcuno per farlo!

La Rowling ne ha approfittato anche per chiarire la sua posizione riguardo le tante critiche negative allo spettacolo.

Viviamo nell’era dei social. Leggo in continuazione messaggi di persone scontente per decisioni che ho preso su determinati personaggi, e soprattutto per questa storia trasposta a teatro. Non si può mai accontentare tutti. Come scrittore, però, devi rimanere fedele alla tua visione. Devi guardarti allo specchio con la consapevolezza di aver fatto quello che hai fatto per le giuste ragioni e al meglio delle possibilità. Non ho nessuna intenzione di fare determinate cose soltanto per rendere felici i fan.


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